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... La fotografia in bianco e nero non è sorpassata né fuori moda, anzi, rappresenta un ottimo metodo per aggiungere fascino senza tempo a ogni immagine, eliminando la pesantezza del colore e rivelandone l' essenza. |
... Ogni qualvolta mi trovo a dover sviluppare una stampa, inserisco il foglio in quella bacinella che contiene il primo bagno, attendo ... attendo...
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Care, vecchie foto... ... loro, i lenzuolini, resistono sul tavolo. Tutti si fermano a guardarli, a prenderli in mano, a studiarli con un gusto che non capitava da un bel po'. In cuor mio sono contenta: adoro le foto. Tutte, quelle d'autore e quelle fatte per gioco nelle macchinette del metrò, quelle "vecchie" trovate ai mercatini e le polaroid che col tempo scoloriscono, quelle dei miei figli da zero anni in su con cui ho riempito la casa e quelle conservate con amore nelle scatole dei ricordi. Quelle che si toccano, comunque! Che si tengono in mano, che hanno uno spessore, quelle che addirittura, secondo me, hanno un profumo. Quelle che ti permettono un contatto fisico. Oddio, allora sono una di quelle persone che secondo Oliviero Toscani, il fotografo creativo, « dice stupidaggini »? Cito La Repubblica dell'8 febbraio: « Ma quale contatto fisico, che stupidaggine, è una cosa che può dire solo chi guarda al mondo con lo specchietto retrovisore ». Sono una « nostalgica feticista »? Sempre Toscani: « È fantastico tenere le foto in un Cd, è una cosa straordinaria, bellissima, solo dei nostalgici feticisti possono avere rimpianti ». E mentre lui, il noto fotografo, dichiara che non lavora più con la pellicola ma fa tutto sul digitale, io penso che sta proprio qui la differenza. Un conto è quando si parla di fotografia-lavoro: scegliere, comprare, vendere, usare foto con il maggior utile possibile, nel minor tempo e con il maggior rendimento fotografico possibile, ben altra cosa mi sembra parlare di fotografia come vita, ricordi, bellezza. Centinaia di foto di bambini, feste amori, partite di calcio, amici, stipate in un Cd secondo me soffrono di claustrofobia. Muoiono sterili. Così mi è tornato in mente il capitolo ventitreesimo de 11 Piccolo Principe di Saint-Exupéry e il suo incontro con il mercante. « Buongiorno » disse il Piccolo Principe: « Buongiorno » disse il mercante. Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più bisogno di bere. « Perché vendi questa roba? » chiese il Piccolo Principe. « È una grossa economia di tempo » disse il mercante. « Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatré minuti alla settimana ». « E che cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti? ». « Se ne fa quel che si vuole...». « io » disse il Piccolo Principe, « se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana...». Chissà quanti calcoli hanno fatto gli esperti per stabilire quanti minuti si risparmiano, lavorando, con le macchine digitali e le foto scaricate sull'hard disk di un computer... Io, comunque, se avessi cinquantatré minuti da spendere, aprirei piano piano una scatola di vecchie foto. Tratto da : DONNA MODERNA per firma di Simonetta Fiorio caporedattore |