La luce rende visibile il mondo attorno a noi, cioè i nostri occhi, in assenza di luce, non sono in grado di distinguere nulla. Tutto ciò vale anche per la macchina fotografica. Se lo strumento di lavoro del disegnatore è la matita, quello del fotografo è la luce.
La fotografia si basa su di un principio noto fin dai tempi antichi: la luce, penetrando in una camera oscurata, attraverso un piccolo foro, produce sulla parete che incontra un'immagine riflessa. L'immagine riflessa, tra l'altro capovolta, non è ben nitida, ma se noi al foro applichiamo una lente convergente la messa a fuoco migliora di molto.
Le macchine fotografiche di oggi applicano questo principio: al posto del foro si mette l'obiettivo, si aggiunge inoltre un diaframma per regolare la quantità di luce che raggiungerà la pellicola, ed infine un otturatore per stabilire il tempo necessario all'esposizione. Spiegare la relazione che esiste tra diaframma e tempo di esposizione.
Diversi sono i tipi di macchine fotografiche:
- REFLEX MANUALI. Sono macchine che permettono di vedere l'immagine attraverso l'obiettivo. Quest'ultimo è dotato di una ghiera che permette la messa a fuoco cioè rende nitida l'immagine da riprendere. L'operazione è facilitata dal vetro smerigliato posto nel mirino. I vetrini sono di diversi tipi.
- L'esposizione si regola agendo sulla apertura del diaframma o sul tempo di posa.
- La macchina monta rullini da 35 mm caricati nel dorso e fatti avanzare da apposita leva. Dopo ogni scatto la pellicola deve essere fatta avanzare e posizionata sul fotogramma successivo. La sensibilità della pellicola deve essere impostata manualmente.
- REFLEX AUTOMATICHE. Sono macchine dotate di numerosi automatismi che permettono di fare tante operazioni (diaframma, tempo, messa a fuoco, sensibilità pellicola, posizionamento sul fotogramma successivo dopo ogni scatto ecc.) in modo automatico. In genere permettono anche l'uso in manuale se l'operatore vuole personalizzare la ripresa.
- COMPATTE. Sono macchine generalmente più leggere e meno ingombranti. L'immagine che si vede nel mirino non corrisponde esattamente a quella che verrà ripresa. L'errore si accentua nelle riprese ravvicinate e si chiama tecnicamente "errore di parallasse". Normalmente montano un obiettivo molto semplice come schema ottico e non è intercambiabile. Alcune di esse sono dotate di obiettivi zoom che permettono riprese con inquadratura diversa. Hanno il flash quasi sempre incorporato.
- FOTOCAMERE DI MEDIO FORMATO. Usano una pellicola più grande e cioè di 120 mm anziché 35. La resa fotografica è migliore soprattutto quando la fotografia viene ingrandita. Il formato del negativo è vario: può essere 4,5x6 – 6x6 – 6x7 – 6x9
- REFLEX BINOCULARI. Usano pellicola 120 mm ed hanno due obiettivi. Uno serve per la messa a fuoco e l'altro per la ripresa. Ormai sono in disuso.
- FOTOCAMERE DI GRANDE FORMATO. Sono macchine particolari, usate principalmente in studio. Le pellicole hanno formati 10x12 cm o 20x25 cm.
- FOTOCAMERE SPECIALI. Sono, per esempio, quelle "usa e getta", cioè, terminato il rullino vengono consegnate al laboratorio per lo sviluppo della pellicola e poi buttate.
- Vi sono anche quelle a "sviluppo istantaneo" che permettono di vedere le immagini dopo qualche secondo dalla ripresa. Sono le POLAROID.
- FOTOCAMERE SUBACQUEE. Come dice il nome vengono usate sott'acqua ed è necessario siano protette da una struttura a tenuta stagna ed impermeabile.
- FOTOCAMERE PANORAMICHE. Hanno obiettivo rotante che permette di riprendere una vasta zona.
- FOTOCAMERE DIGITALI. L'immagine ripresa, anziché su pellicola viene registrata su un supporto digitale e visionata immediatamente con un computer.
- FOTOCAMERE APS (advanced photo system). Rappresentano un nuovo sistema di fotografare. Usano rullini di dimensioni ridotte e permettono di scegliere tre inquadrature (10x15-10x18-10x25).Hanno altre prerogative ma sono incompatibili con l'attuale generazione di macchine fotografiche..