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tratto da www.dfn.it
ESAME DI UNA MACCHINA REFLEX 35 MM. Sono le fotocamere più usate, leggere, facili da usare e danno ottimi risultati. Diamo qui di seguito una descrizione dettagliata dei componenti. PENTAPRISMA I raggi luminosi riflessi dall'oggetto che si vuole fotografare attraversano le lenti dell'obiettivo, giungono allo specchio disposto a 45 gradi e arrivano infine nel mirino. Il pentaprisma RADDRIZZA L'IMMAGINE consentendo una perfetta visione dell'inquadratura. OTTURATORE L'otturatore è un dispositivo dietro allo specchio, il più vicino alla pellicola, che stabilisce il tempo d'apertura ed è costituito da due tendine di tela o metallo, che si muovono davanti alla pellicola. Un tempo veloce ferma il movimento del soggetto, mentre un tempo lento conferisce dinamicità all'immagine, che però non è nitida. PULSANTE DI SCATTO Il pulsante di scatto aziona l'otturatore e il diaframma. Sul pulsante di scatto delle fotocamere tradizionali è possibile l'inserimento di un cavetto flessibile, utile quando si vogliono realizzare fotografie con tempi lunghi di esposizione. Nelle reflex automatiche il cavetto è elettrico. SELETTORE DELLA SENSIBILITA' DELLA PELLICOLA Ogni pellicola ha una propria sensibilità che deve essere riportata sulla macchina tramite il selettore. Sulle macchine tradizionali si usa una apposita rotellina, mentre su quelle elettroniche un sistema, detto DX, legge automaticamente la sensibilità. AVANZAMENTO DELLA PELLICOLA Per il trascinamento della pellicola si usa una levetta posta sulla parte superiore della macchina. La stessa levetta carica automaticamente anche l'otturatore. Nelle macchine elettroniche il sistema di avanzamento è incorporato ed automatico. CONTAPOSE Lo scorrere dei fotogrammi è visibile da una finestrella o da un display a cristalli liquidi. AUTOSCATTO L'autoscatto ritarda l'apertura dell'otturatore di 10-15 secondi. Si utilizza quando si usano tempi lunghi o per essere ripresi assieme ad altre persone. CONTATTI FLASH Servono per usare il flash generalmente quando la luce è molto poca. ESPOSIMETRO E' un dispositivo che misura la luce necessaria per una fotografia corretta. Generalmente è inserito nella macchina e legge la luce RIFLESSA dal soggetto che si intende fotografare. Esistono però anche esposimetri separati dalla macchina i quali permettono la lettura della luce sia riflessa che INCIDENTE. La luce incidente è quella che va sul soggetto. ACCESSORI
L'OBIETTIVO Per scegliere quale obiettivo usare bisogna riprendere il concetto di differenza tra visione dell'occhio e della macchina. L'immagine percepita dall'occhio è dinamica. Il cervello analizza ciò che l'occhio vede in tutte le sue parti (spazio, centro di interesse ecc.). L'obiettivo invece dà una immagine statica, limitata all'angolo di ripresa e così come è nella realtà. L'obiettivo è formato da una o più lenti destinate a trasmettere l'immagine reale di un oggetto. La gamma degli obiettivi consente di coprire angoli di campo che variano di norma da 5 gradi a 180 gradi. Si distinguono in: NORMALI con angolo di campo attorno ai 45 gradi. TELEOBIETTIVI con angolo di campo inferiore a 45 gradi. GRANDANGOLARI con angolo di campo superiore a 45 gradi. La lunghezza focale di un obiettivo è rappresentata dalla distanza tra il centro della lente ed il suo fuoco principale, dove convergono tutti i raggi di luce paralleli e cioè sul piano della pellicola. La luminosità di un obiettivo è la quantità di luce che può entrare attraverso la lente frontale. Maggiore è la luminosità, maggiore è la possibilità di fare buone immagini con poca luce. L'apertura massima di un obiettivo è scritta sul barilotto dello stesso obiettivo, ma si può anche ricavare dividendo la lunghezza focale e il diametro della lente anteriore. La messa a fuoco significa fare risultare nitido quanto si vuol fotografare. Negli apparecchi tradizionali si ottiene girando l'apposita ghiera posta sull'obiettivo; negli apparecchi autofocus sarà un motore inserito nella macchina a provvedere La profondità di campo è la zona nitida prima e dopo il soggetto fotografato. La maggiore profondità di campo si ha con gli obiettivi grandangolari e la minore con i teleobiettivi. Accennare ai dati che sono riportati sull'obiettivo. Spiegare l'iperfocale. DIAFRAMMA Il diaframma è composto da lamelle metalliche interposte all'interno dell'obiettivo. Dette lamelle formano un foro regolare che determina la luce che va a colpire la pellicola. Inoltre determina la profondità di campo e quindi si deve dire che: PIU' SI CHIUDE IL DIAFRAMMA, MAGGIORE E' LA PROFONDITA' DI CAMPO E VICEVERSA. OBIETTIVO NORMALE Si chiama così perché l'angolo di campo inquadrato si avvicina a quello dell'occhio umano. OBIETTIVO GRANDANGOLARE Ha un angolo di campo superiore a 45 gradi ed una grande profondità di campo. Si usa principalmente quando si vogliono riprendere grandi spazi. TELEOBIETTIVO Permette di avvicinare un soggetto molto lontano ed ha poca profondità di campo. E' indicato per il ritratto. OBIETTIVO ZOOM E' un obiettivo che possiede diverse focali contemporaneamente e quindi è molto versatile. Diviene indispensabile quando occorre prontezza e rapidità. Generalmente però è di qualità inferiore agli obiettivi ad una sola focale. OBIETTIVO MACRO Permette riprese a distanza ravvicinata. Il caricamento della fotocamera avviene inserendo il rullino nell'apposito alloggiamento, tirando la coda del rullino sino ad agganciarla alla bobina ricevitrice. Per le macchine elettroniche si deve allineare la coda del rullino ad una linea rossa di allineamento che si trova vicino al rocchetto di trascinamento. Chiudendo il dorso, la pellicola si posiziona automaticamente sul n° 1. Nella reflex non automatica invece bisogna azionare l'apposita leva sino a quando la pellicola si posiziona sul n° 1. E' obbligo fare una raccomandazione: quando si usa la reflex e quindi con obiettivi staccabili, è quasi indispensabile usare il paraluce che viene montato davanti alla lente frontale. Con la sua forma evita ai raggi solari di produrre riflessi indesiderati sul fotogramma. Attenzione però: ogni paraluce deve avere una forma adatta all'angolo di campo dell'obiettivo usato. Importante inoltre è la cura dell'obiettivo: per pulire le lenti sia frontale che posteriore occorre in primo luogo soffiare sulla lente e poi usare un pennellino morbido e non panni qualsiasi. Le lenti sono delicate e quindi potrebbero rigarsi: a tale scopo quando non si usa la macchina si dovrebbe coprire la lente frontale con l'apposito tappo o con un filtro, anche se di poco valore. |