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tratto da www.dfn.it
LA PELLICOLA FOTOGRAFICA La pellicola è formata da una emulsione fotosensibile stesa su un supporto trasparente. I cristalli di alogenuro d'argento seminati nell'emulsione, colpiti dalla luce, formano una immagine latente che diventa visibile solo dopo un trattamento chimico. I tipi di pellicola in commercio sono:
Le pellicole inoltre si dividono in:
I formati della pellicola sono diversi:
TIPI DI PELLICOLA NEGATIVA A COLORI La pellicola è composta da tre strati di emulsione sovrapposti ( quelle attuali ne hanno anche di più), ognuno dei quali è sensibile a luci diverse. Da un negativo a colori si possono ottenere anche stampe in bianco e nero. NEGATIVA IN BIANCO E NERO L'immagine che appare sulla pellicola si presenta con toni invertiti. Le aree scure diventeranno bianche sulla stampa e viceversa. PELLICOLA INVERTIBILE (DIAPOSITIVA) Già sulla pellicola appare l'immagine reale. La visione si ha per trasparenza o per proiezione. Con le diapositive non si possono correggere errori di esposizione, come invece è possibile con le pellicole negative. PELLICOLA ALL'INFRAROSSO La sensibilità della pellicola registra anche bande spettrali dell'infrarosso. Abbisogna di attenzioni particolari sia in fase di ripresa che di stampa. PELLICOLA DAY-LIGHT Si usa con la luce del sole o con il flash. Se esposta con la luce artificiale produce immagini più o meno gialle. PELLICOLA AL TUNGSTENO Si usa con la luce artificiale. Se esposta con luce del sole produce immagini con dominante blu. Appositi filtri (detti di conversione) correggono le dominanti. Ne abbiamo già parlato nella lezione precedente. SENSIBILITA' La sensibilità è la capacità della pellicola di reagire più o meno velocemente alla luce. Viene espressa in ASA o DIN, ora unificati nella scala ISO. Più il valore è alto, più la pellicola è sensibile. Le pellicole più sono lente (cioè di bassa sensibilità) e più producono immagini nitide, mentre le più rapide producono immagini "con grana" cioè sono visibili i grani dei sali d'argento. Recentemente il fenomeno è stato almeno parzialmente ridotto con la creazione di pellicole con il sistema T Grain che permette altissima sensibilità e ottima nitidezza. E' opportuno e consigliabile conservare le pellicole a temperature non elevate (10 gradi circa) perché altrimenti possono alterare il colore e il contrasto. I rullini si devono conservare in luoghi asciutti e freschi, riparati dalla luce. Il caricamento del rullino deve essere fatto all'ombra o in un luogo chiuso. Vi sono in commercio pellicole normali e professionali. Le prime sono meno curate dal lato sensibilità e vengono poste in commercio con largo anticipo rispetto alla scadenza. Le secondo invece sono più curate, hanno la sensibilità uguale a quella dichiarata e vengono poste in commercio nel momento di giusta maturazione. LA LUCE L'occhio umano percepisce solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico. La luce bianca è l'insieme delle lunghezza d'onda o colori. L'oggetto che vogliamo fotografare assorbe una parte dei colori dello spettro e ne riflette altri che vengono percepiti dal nostro occhio. La base della fotografia è la luce che viene scomposta nelle tre luci primarie: ROSSO-VERDE-BLU: Ci sono poi i colori complementari (cioè a loro opposti) che sono: MAGENTA-GIALLO-CIANO. L'effetto cromatico della luce emessa da una sorgente luminosa dipende dalla sua temperatura che è misurata in gradi Kelvin. Con una temperatura colore bassa c'è molta quantità di colore rosso e giallo, con una temperatura alta sono maggiori le radiazioni blu. Le pellicole a colori vengono preparate con una temperatura colore di 5500 gradi Kelvin per quelle diurne e di 3000 gradi Kelvin per quelle a luce artificiale. Es. una candela ha una temperatura colore di 1800 K, la lampada normale 2800 K, la luce diurna 5500 K, il cielo velato 9500 K, l'ombra 11500 K. La luce diurna ha una temperatura colore che varia a seconda del momento della giornata e delle condizioni atmosferiche. Generalmente è rosa al mattino, gialla nel pomeriggio, arancio verso il tramonto e azzurro alla sera. La luce migliore per fotografare è quella che si ha pressappoco dalle ore 10 alle ore 15. Per correggere le dominanti dette più sopra vi sono filtri di vario colore. Sono azzurrini per il mattino presto ed al tramonto, rosa alla sera. La luce del flash ha una temperatura colore uguale a quella del giorno. Per misurare la quantità di luce che colpisce direttamente o indirettamente il soggetto occorre l'esposimetro. Esso può essere inserito nella macchina oppure può essere un accessorio a parte. Esistono vari modi di misurare la luminosità: integrata, semi-spot, spot, zonale. La misurazione integrata tiene conto di tutta l'area inquadrata. Quella semi-spot tiene conto in principal modo della luce al centro ed in minor misura di quella ai lati. Quella spot tiene conto solo di una piccolissima parte della zona inquadrata ed è quella zona che più ci interessa. Quella zonale è la somma di diverse misurazioni della zona inquadrata: da quella più scura a quella più chiara. Osservare la luce è molto importante per realizzare belle fotografie. L'illuminazione se è frontale mette in risalto i colori ed i particolari, ma appiattisce l'immagine. La luce radente (nel primo mattino o verso sera) crea rilievi e profondità con le ombre. La luce morbida o diffusa crea immagini non contrastate e quindi va bene per ritratti, anche perché non costringe il soggetto a tenere gli occhi socchiusi o addirittura chiusi. La luce forte fa risaltare i soggetti e crea ombre molto nette. La luce radente conferisce all'immagine nitidezza e rilievo. Quando la luce è dietro il soggetto da fotografare e quindi di fronte alla fotocamera si ha il controluce che esige molta attenzione nella esposizione. Si deve sovraesporre di 1 o anche 2 diaframmi. I notturni esigono un tempo di posa molto lungo e quindi bisogna usare la macchina sul cavalletto per impedire foto mosse. Quasi sempre si dovrà usare la posa "B", la quale tiene aperto l'otturatore fino a quando si tiene premuto il pulsante di scatto. (vedere la posa B sulla rotellina della macchina manuale). Se le luci sono in movimento (es. fari di auto ecc.) è consigliabile usare anche in questo caso tempi lunghi. Si creeranno così immagini con strisce di luce colorate di grande effetto. I fuochi d'artificio si riprendono tenendo l'otturatore della macchina sempre aperto (posa B) finché dura il fuoco d'artificio. Sullo stesso fotogramma si possono riprendere due o più fuochi, avendo l'avvertenza di tenere sempre aperto l'otturatore e senza cambiare il fotogramma. FLASH Quando la luce è molto debole si può usare il flash che emette lampi di luce molto brevi e con temperatura di colore uguale a quella diurna. L'uso del flash comporta delle conoscenze specifiche e viene usato in molte occasione per effetti diversi. Può essere usato anche assieme alla luce del giorno per ammorbidire le ombre troppo forti. (vedere i fotografi che riprendono cerimonie quali il matrimonio o altre manifestazioni). Si hanno in questo caso fotografie fatte in "luce mista". Le moderne macchine fotografiche dosano in modo automatico le due fonti di luce e si dice in gergo tecnico che permettono il FILL-IN (cioè la combinazione di luce mista). |